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	<description>le abitudini non lo tormentano</description>
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		<title>Piccola posta (Adriano Sofri)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 17:08:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Adriano Sofri]]></category>
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		<description><![CDATA[Gentile primavera, precoce e traditrice. Scriviamo per ringraziarti e benedirti. Sappiamo dell&#8217;inganno. Abbiamo sentito, nel pieno del tuo fulgore, ufficiali di meteorologia e conducenti di telegiornali ammonire che eri già finita, e che non bisognava fidarsi, e a tenere a &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/piccola-posta-adriano-sofri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile primavera, precoce e traditrice. Scriviamo per ringraziarti e benedirti. Sappiamo dell&#8217;inganno. Abbiamo sentito, nel pieno del tuo fulgore, ufficiali di meteorologia e conducenti di telegiornali ammonire che eri già finita, e che non bisognava fidarsi, e a tenere a tracolla i cappotti. Un po&#8217; come fanno gli uomini anziani con le ragazze troppo belle, troppo scollate, e che ridono forte: &#8220;Marchesina, se il mio viso ha qualche tratto avvizzito, ricordatevi che alla mia età non sarete meglio&#8221;. La marchesina corre via sulle caviglie snelle, mandando Corneille a quel paese. Noi, all&#8217;aria meridiana, in canottiera e con gli occhi chiusi, ne parliamo: siamo stati ingannati tante volte, e il sole dei mesi con la erre è insidioso. Ma, la vita, la vita. Verrà la gelata. Ma intanto, si lasciano ingannare lucertole e peschi, mandorli e rondini, e le belle ragazze: e dovremmo resistere proprio noi prigionieri di cortile? Al diavolo i meteorologi e i proverbi popolari. Facciamoci abbindolare da questa primavera che sbaglia. Molte grazie.<br />
(Sabato 21 febbraio 1998)</p>
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		<title>Annuncio del Ministero</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 16:47:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;annuncio del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Gelmini avrebbe dovuto essere questo: &#8220;Pur con le cautele che il rigore scientifico impone di fronte a scoperte ed esperimenti che hanno bisogno di attente verifiche, il ministero e il governo non &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/annuncio-del-ministero/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;annuncio del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Gelmini avrebbe dovuto essere questo:</p>
<p>&#8220;Pur con le cautele che il rigore scientifico impone di fronte a scoperte ed esperimenti che hanno bisogno di attente verifiche, il ministero e il governo non possono non constatare che laddove sono stati mantenuti investimenti sufficienti a consentire qualificate ricerche scientifiche, queste ricerche danno dei frutti e approfondiscono la comprensione del mondo e di ciò che è ancora oscuro, rendono lustro al lavoro delle istituzioni scientifiche italiane, e pongono le basi per il rinnovamento della crescita economica e scientifica nazionale.<br />
Il ministero e il governo non possono che esserne fieri e trarne il giusto insegnamento per il futuro e per le valutazioni sugli investimenti necessari al nostro paese, che solo dalla solidità della sua scuola, università e ricerca scientifica potrà trarre i mezzi per tornare a essere competitivo culturalmente, scientificamente ed economicamente con il resto del mondo, come merita.&#8221;<a href="http://www.ilpost.it/2011/09/24/gelmini-tunnel-cern/" title="Da Il Post">(Da &#8220;Il Post&#8221;)</a>.</p>
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		<title>Segreto</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 14:34:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il cervello – dicono – vede così. Allora vi svelo un segreto: io vedo in quel modo attraverso il mio occhio sinistro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/ecco-come-vede-il-cervello-le-immagini-a-confronto/76608?video=&#038;ref=HRESS-10" title="la visione del cervello">Il cervello – dicono – vede così</a>. Allora vi svelo un segreto: io vedo in quel modo attraverso il mio occhio sinistro.</p>
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		<title>The Jesus and Mary Chain &#8211; Cut dead</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 21:22:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ascoltando]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.33ore.it/2011/09/the-jesus-and-mary-chain-cut-dead/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Dischetto degli Ofeliadorme</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:10:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sta per uscire oppure è già uscito proprio ieri, o oggi, non lo so davvero ma c&#8217;è!, questo dischetto in vinile disegnato, degli Ofeliadorme. Qui tutte le info.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta per uscire oppure è già uscito proprio ieri, o oggi, non lo so davvero ma c&#8217;è!, questo dischetto in vinile disegnato, degli <a href="http://www.ofeliadorme.it" title="http://www.ofeliadorme.it/">Ofeliadorme</a>.<br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 1610px"><a href="http://3.bp.blogspot.com/-dhxSGIsKrYo/Tncbxee-muI/AAAAAAAAA2U/qZdZqLRqR9M/s1600/7picture_cmu.jpg"><img alt="Ofeliadorme, picture disc" src="http://3.bp.blogspot.com/-dhxSGIsKrYo/Tncbxee-muI/AAAAAAAAA2U/qZdZqLRqR9M/s1600/7picture_cmu.jpg" title="Ofeliadorme, picture disc" width="1600"/></a><p class="wp-caption-text">L&#039;artwork che hanno fatto gli Ofeliadorme per questo disco</p></div></p>
<p><a href="http://dancelikeshaquilleoneal.blogspot.com/2011/09/ofeliadorme-picture-disc-7.html" title="ofeliadorme picture disc">Qui tutte le info.</a></p>
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		<title>(01/2010) Onda Alternativa</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:07:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dietro al progetto 33 Ore si nasconde il nome di Marcello Petruzzi, che certo non è nuovo ai cultori della scena musicale alternativa italiana: ex componente dei Caboto e tuttora membro di Franklin Delano e 4 Fiori per Zoe, solo &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/012010-onda-alternativa/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro al progetto 33 Ore si nasconde il nome di Marcello Petruzzi, che certo non è nuovo ai cultori della scena musicale alternativa italiana: ex componente dei Caboto e tuttora membro di Franklin Delano e 4 Fiori per Zoe, solo per citare alcuni degli scenari in cui il cantautore tarantino è coinvolto.<br />
<span id="more-167"></span><br />
Con &#8220;Quando Vieni&#8221; Petruzzi regala 11 piccoli gioielli alla canzone d&#8217;autore italiana, costringendo anzi quasi a rivedere il concetto di canzone d&#8217;autore, poichè il suo modo di intendere la musica è improntato ad una ricerca sonora che a tratti risulta affine al jazz, uninendovi testi intimi che, a mio avviso, trovano come unico metro di paragone in Italia Paolo Benvegnù. Già il primo pezzo, &#8220;Un nome&#8221;, si presenta con le atmosfere rarefatte di un folk rallentato in cui il ritmo è scandito dai tamburi, accompagnati da una chitarra che a tratti si fa disarmonica. La traccia è poi impreziosita da un sax che la rende ancor più originale; originalità che al primo ascolto sembra quasi disturbare, in quanto viene da domandarsi che mondo musicale sia quello di Petruzzi, cosi refrattario alle facili armonie fin dalla prima canzone. &#8220;L&#8217;ultima stella&#8221;, nonostante le sonorità leggiadre in cui ben si distinguono le tastiere e una chitarra suonata in punta di dita, è in realtà una riflessione amara sulle debolezze di un uomo e sull&#8217;amore che molto spesso viene dato per scontato. E quindi lasciato in attesa. Musicalmente il pezzo si muove su dinamiche lounge molto rilassate, che ben si adatterebbero ad una piccola orchestra, e che valorizzano ancora i singoli strumenti dando ad un tempo la sensazione di un suono nitido ma omogeneo. Il pezzo successivo è la title track &#8220;Quando vieni&#8221;; una canzone dal ritmo scandito e singhiozzante in cui le percussioni si amalgamano efficacemente agli a una chitarra elettro-acustica che guida sullo sfondo le dinamiche del brano. Certamente, e forse proprio per questo la scelta di title track è ricaduta su di essa, &#8220;Quando vieni&#8221; risulta il pezzo più d&#8217;impatto dell&#8217;intero disco, il pezzo più &#8220;facile&#8221;, che colpisce subito al primo ascolto anche grazie a un ritornello che rimane subito in testa &#8220;E mi chiedi se ho mangiato/e mi chiedi quando vieni/e mi fai che stai male/con il cuore affondato/per non aver vissuto/ come volevi tu&#8221;. Segue &#8220;Penisola&#8221;, soffice ballata dedicata all&#8217;Italia, in cui si nota l&#8217;eccellente orchestrazione degli archi (sapientemente suonati da Nicola Manzan, alias Bologna Violenta) con la chitarra acustica; tutto questo crea un&#8217;atmosfera nostalgica e struggente, tipica di un amore contrastato e pieno di lacune ma che non si ostina a voler finire, perchè la fine dell&#8217;amore porterebbe una ferita troppo grande e non più rimarginabile. Il tutto può essere ottimamente riassunto citando il verso finale, che si adagia perfettamente su un intarsio armonico composto unicamente dai violini : &#8220;Angeli e diavoli volano, sconfinano, poi cadono&#8221;. &#8220;Per quando mi mancherai&#8221; è un pezzo dalle atmosfere rituali, in cui ciò che colpisce è la voce molto filtrata (ricorda i Tiromancino di pezzi come &#8220;E&#8217; necessario&#8221;) a cui risponde un lugubre coro, proprio come se si trattasse di una nenia liturgica. Musicalmente il pezzo si muove su dinamiche jazz assai rallentate, che valorizzano la ricerca sonora, che è ancora una volta il collante dell&#8217;intero lavoro di Petruzzi. In questo contesto sorprende &#8220;Uno splendido pianeta&#8221;, pezzo estremamente dinamico e &#8220;suonato&#8221;, in cui i fiati e le percussioni rappresentano la base sonora, per una volta lasciando in secondo piano le chitarre: due minuti di musica che scorrono via piacevolmente e che alleggeriscono, senza svilirlo, il contenuto complessivo di &#8220;Quando vieni&#8221;. La successiva &#8220;Diventi nuvola&#8221; è una splendida ballata, caratterizzata dalle note di una chitarra appena pizzicata, in puro stile blues, arricchite successivamente da un assolo di armonica, che dà al pezzo un tocco di malinconia e di indubbia originalità. Il pezzo brilla per intensità sia musicale che testuale, con versi sentiti che arricchiscono il già ricco panorama musicale del pezzo, che si chiude addirittura con un finale fatto di echi e distorsioni, raffinate dall&#8217;elettronica, che ne aumentano, se possibile, ancora di più il fascino. &#8220;Gennaio&#8221; porta l&#8217;ascoltatore dentro atmosfere ancora più intime, introdotte dallo scrosciare della pioggia accompagnato da note sottili di chitarra e un cantato mai urlato, che esalta la malinconia insita nel brano; che racconta le sensazioni dei piccoli gesti quotidiani in un Gennaio solitario.A mio parere il pezzo più bello ed emozionante contenuto in &#8220;Quando vieni&#8221;. Segue &#8220;Cerco una ragione&#8221;, altro pezzo soft guidato da poche semplici note di chitarra acustica, che si anima all&#8217;altezza dei ritornelli, finendo per costruire uno schema melodico orecchiabile e tipico del pezzo pop, inteso nel senso migliore del termine. Il testo è ancora velatamente malinconico e ricorda a tratti le tematiche care a Dente o a gruppi come i Tiromancino, nella loro vena più intimista. &#8220;Gioca&#8221; torna a proporre le dinamiche di ricerca sonora e musicale care a Petruzzi, con chitarre rallentate e cupe, in stile blues (ma simili anche ai Nirvana di &#8220;Come as you are&#8221; in versione acustica) che fanno da sottofondo a un testo surreale incentrato sulla tematica dell&#8217;addio e dei ricordi. Bella la parte finale del pezzo, in cui viene fuori tutta la sperimentazione sonora tipica di questo lavoro targato 33 Ore, con suoni che si amalgamano egregiamente per condurre alla fine del brano. L&#8217;ultimo pezzo è &#8220;Polvere&#8221;, canzone che unisce ad arpeggi acoustic rock un testo sussurrato e lieve, quasi a voler creare una ninna nanna di saluto, tanto che a tratti sulle note di chitarra si inserisce lo xilofono, a rendere ancora più dolce ed onirica l&#8217;atmosfera: Petruzzi è bravo ad avvicinare le sensazioni del sonno, date dalla parte musicale, a quelle della morte, di cui è invece il testo a parlare (&#8220;Nessuno immagina/che un giorno come un altro/può finire il fiato/può fermarsi il cuore&#8221;). In conclusione &#8220;Quando vieni&#8221; risulta un album estremamente ben suonato e ben congegnato, che difficilmente sarà apprezzato al primo ascolto, ma che necessità anzi particolare attenzione per comprenderne le infinite sfumature sonore. Davvero un&#8217;ottima prova di esordio solista per Marcello Petruzzi, che mostra fiero tutto il suo background culturale e musicale e si candida tra le nuove leve più interessanti del panorama cantautorale italiano.Solo per chi saprà però prestargli la giusta attenzione.<br />
(Alessio Gallorini) </p>
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		<title>(11/2009) Beat Bop a Lula</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:06:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se siete particolarmente ricettivi e avete voglia di rilassarvi sul letto mescolando i vostri pensieri alle parole di Marcello Petruzzi in arte 33Ore, raggiungerete presto uno stato distensivo piacevole. Quest’ album con caratteristiche del pop cantautoriale parte con percussioni dalle &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/112009-beat-bop-a-lula/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete particolarmente ricettivi e avete voglia di rilassarvi sul letto mescolando i vostri pensieri alle parole di Marcello Petruzzi in arte 33Ore, raggiungerete presto uno stato distensivo piacevole. Quest’ album con caratteristiche del pop cantautoriale parte con percussioni dalle vibrazioni infinite, una linea di voce davvero inconsueta Un nome per poi appoggiarsi pochi minuti dopo su L’ultima stella di un cielo melodico colmo di chitarre acustiche brillanti e accompagnato da un organo zuccheroso.<br />
<span id="more-165"></span><br />
Arrivando a Quando vieni consideriamo particolari lo stile e il garbo che contraddistinguono la voce molto pulita dell’artista di origine pugliese. Sorprendente l’atmosfera che si respira con l’utilizzo di voci sovrapposte, molto simili allo stile dei canti gregoriani Per quando mi mancherai e stupefacente il cambio repentino della sezione ritmica rock in Uno splendido pianeta .Sei corde acustiche suonate con decisione e arpeggiate con lentezza aumentano sensibilmente la nostra soglia dell’attenzione nell’ascolto di ogni nota Diventi nuvola mentre lo scroscio della pioggia raffredda i toni di una canzone scarna di dinamiche rispetto alle precedenti Cerco una ragione.<br />
L’artista tarantino si compiace nell’utilizzo frequente delle sue voci in coro già dalle strofe e potrebbe sembrare un ottimo marchio di fabbrica se il disco dopo qualche brano spiccasse il volo cosa che non accade. Il suo long-playing continua poi con la canzone Gioca che per scelta dei toni scuri non cambia rispetto all’andamento dell’album, bensì lo fa per melodia, inserendo contaminazioni grunge e impastando il tutto con campionamenti ricercati. L’utilizzo di parole spesso ironiche completa un disco che ascoltato durante il giorno potrebbe risultare di piacevole compagnia, anche se ci sarebbe difficile inserirlo in un lettore mp3 per buttarsi con un paracadute o scendere una pista con lo snowboard.<br />
(Claudio Colombis) </p>
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		<title>(11/2009) Music Boom</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:05:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marcello Petruzzi (già in Caboto e Franklin Delano) non è un personaggio qualunque, ma, piuttosto, un artista esperto che preferisce stare nelle retrovie per poi attaccare al momento più opportuno. E così ha fatto, con questo suo primo interessante album &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/112009-music-boom/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marcello Petruzzi (già in Caboto e Franklin Delano) non è un personaggio qualunque, ma, piuttosto, un artista esperto che preferisce stare nelle retrovie per poi attaccare al momento più opportuno. E così ha fatto, con questo suo primo interessante album solista, Quando Vieni.<br />
Le canzoni si distinguono per una onnipresente tonalità malinconica e delicata, tra sonorità jazzistiche, arrangiamenti ben curati (e molto azzeccati) e riferimenti al cantautorato italiano nonché agli anni ’70.<span id="more-163"></span><br />
Un Nome, con il suo lento muoversi malinconico lascia spazio a L’Ultima Stella, che ci racconta dell&#8217;attesa vana di lui che non arriverà mai . Quando Vieni, con la sua tonalità più briosa e accattivante cattura subito l&#8217;orecchio, facendoci canticchiare all&#8217;infinito un testo che solo troppo tardi ci accorgiamo esser così malinconico, mentre Penisola ricorda, in alcuni passaggi, il Max Gazzè più riflessivo. Per Quando Mi Mancherai attira di nuovo l&#8217;attenzione, per il suo strano modo di suonare come un rito religioso e Uno Splendido Pianeta, con il suo ritmo più serrato, risveglia anche l’ascoltatore più distratto, ricordandoci che questa “è una vita ostile, non puoi farci niente”. Diventi Nuvola, delicata e malinconica ci culla raccontandoci di lei che preferisce la lama nel polso, Gennaio ci narra della fine di un amore, e Cerco Una Ragione esplode nei suoi dilemmi esistenziali irrisolti. A concludere il disco, infine, troviamo Gioca che lentamente, tra sonorità tendenti all&#8217;esotico, lascia spazio alla conclusiva Polvere, malinconica ninna nanna.<br />
Quando Vieni è un disco che fa bene alla musica italiana. Onesto, semplice, diretto e ben concepito. Colpisce con la sua malinconica dolcezza, facendoci aprire la porta dell&#8217;introspezione e lasciandoci qui a riflettere su noi stessi, di fronte a un altro autunno umido e un po&#8217; grigio.<br />
(Francesco Cerisola) </p>
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		<title>(10/2009) Miusika</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:05:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[33 ORE, al secolo Marcello Petruzzi, fa parte di quella specie di musicisti ormai in via d’estinzione, quella dei cantautori con il dono di farti emozionare. Sembra una cosa scontata, ma di questi tempi questa qualità sembra che sia rara &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/102009-miusika/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>33 ORE, al secolo Marcello Petruzzi, fa parte di quella specie di musicisti ormai in via d’estinzione, quella dei cantautori con il dono di farti emozionare. Sembra una cosa scontata, ma di questi tempi questa qualità sembra che sia rara come acqua nel deserto. <span id="more-161"></span>La scuola in cui si è formato 33 Ore è quella del cantautorato di qualità, quella di Piero Ciampi e Giorgio Gaber per farla breve, quella scuola di pensiero che tanto ci manca e che era un vanto per la musica Italiana. Nel suo disco d’esordio, “quando vieni”, è riuscito a rielaborare tutte queste influenze senza scadere nei luoghi comuni e riuscendo nell’ardua impresa di creare un filo diretto con il passato, senza snaturarlo ma arricchendolo di nuove sfaccettature. Il disco è un insieme di colori, di danze e di emozioni che ti colpiscono sin dal primo ascolto e con un gioco di raffinatissime sinestesie sonore catapultano anche il più sordo tra gli ascoltatori tra i luoghi che hanno segnato indelebilmente la vita e la musica del musicista di Taranto. 33 ORE è il futuro del cantautorato made in Italy che in questi ultimi tempi sta vivendo una nuova giovinezza grazie anche a musicisti come Marcello Petruzzi e Jacopo Incani con il suo progetto IOSONOUNCANE. Un’altra scommessa vinta da Garrincha Dischi in conclusione, che dimostra dopo i The Walrus di avere un talento innato per la scoperta di nuove sonorità, naturalmente italiane. Disco consigliatissimo.<br />
(Andrea Murgia) </p>
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		<title>(10/2009) Storia della Musica</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 14:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>33 ore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[“Quando vieni” è l’esordio discografico di 33ore, progetto solista di Marcello Petruzzi, già membro dei Caboto fino al 2007, nonché reduce di un esperienza biennale nei Franklin Delano e di una serie di collaborazioni con Christian Rainer, Comfort Quartet, 4fioriperzoe &#8230; <a href="http://www.33ore.it/2011/09/102009-storia-della-musica/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Quando vieni” è l’esordio discografico di 33ore, progetto solista di Marcello Petruzzi, già membro dei Caboto fino al 2007, nonché reduce di un esperienza biennale nei Franklin Delano e di una serie di collaborazioni con Christian Rainer, Comfort Quartet, 4fioriperzoe e Nordgarden.<span id="more-159"></span><br />
Il disco si presenta molto ben confezionato a livello di accuratezza dei suoni e raffinatezza degli arrangiamenti. Ad una più che valida espressività stilistica corrisponde anche un discreto contenuto, soprattutto in termini di qualità compositiva e accuratezza dei testi.<br />
La matrice fondamentale è un rock dalle venature blues e jazz, arricchito dalla presenza sempre discreta di synth, trombone, sassofono, wurlitzer, tastiere, violino e viola.<br />
Marcello Petruzzi riesce a sottrarsi abilmente dalla tentazione di eccedere sia in superflui virtuosismi nella scrittura che in pomposi arrangiamenti e barocchismi, tanto da conferire al proprio lavoro un aspetto piuttosto semplice, intimo e quasi dimesso.<br />
È questo il territorio nel quale il disco sembra muoversi meglio ed esprimere appieno le proprie potenzialità, mentre i tentativi di ricercatezza melodica sembrano essere tenuti in considerazione solo apparentemente, tanto da sembrare volutamente troppo secondari e quasi sempre lontani dall’obiettivo di determinare armonie veramente coinvolgenti.<br />
In conclusione, “Quando vieni” è da considerare un discreto esordio discografico. Un lavoro abbastanza omogeneo, ben arrangiato e ottimamente suonato, per quanto non sempre completamente riuscito in alcune delle sue parti e, forse, con l’unica vera pecca di apparire molto più tecnico che emotivo.<br />
(Roberto Maniglio) </p>
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