Piccola posta (Adriano Sofri)

Gentile primavera, precoce e traditrice. Scriviamo per ringraziarti e benedirti. Sappiamo dell’inganno. Abbiamo sentito, nel pieno del tuo fulgore, ufficiali di meteorologia e conducenti di telegiornali ammonire che eri già finita, e che non bisognava fidarsi, e a tenere a tracolla i cappotti. Un po’ come fanno gli uomini anziani con le ragazze troppo belle, troppo scollate, e che ridono forte: “Marchesina, se il mio viso ha qualche tratto avvizzito, ricordatevi che alla mia età non sarete meglio”. La marchesina corre via sulle caviglie snelle, mandando Corneille a quel paese. Noi, all’aria meridiana, in canottiera e con gli occhi chiusi, ne parliamo: siamo stati ingannati tante volte, e il sole dei mesi con la erre è insidioso. Ma, la vita, la vita. Verrà la gelata. Ma intanto, si lasciano ingannare lucertole e peschi, mandorli e rondini, e le belle ragazze: e dovremmo resistere proprio noi prigionieri di cortile? Al diavolo i meteorologi e i proverbi popolari. Facciamoci abbindolare da questa primavera che sbaglia. Molte grazie.
(Sabato 21 febbraio 1998)

Annuncio del Ministero

L’annuncio del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Gelmini avrebbe dovuto essere questo:

“Pur con le cautele che il rigore scientifico impone di fronte a scoperte ed esperimenti che hanno bisogno di attente verifiche, il ministero e il governo non possono non constatare che laddove sono stati mantenuti investimenti sufficienti a consentire qualificate ricerche scientifiche, queste ricerche danno dei frutti e approfondiscono la comprensione del mondo e di ciò che è ancora oscuro, rendono lustro al lavoro delle istituzioni scientifiche italiane, e pongono le basi per il rinnovamento della crescita economica e scientifica nazionale.
Il ministero e il governo non possono che esserne fieri e trarne il giusto insegnamento per il futuro e per le valutazioni sugli investimenti necessari al nostro paese, che solo dalla solidità della sua scuola, università e ricerca scientifica potrà trarre i mezzi per tornare a essere competitivo culturalmente, scientificamente ed economicamente con il resto del mondo, come merita.”(Da “Il Post”).

(11/2009) Beat Bop a Lula

Se siete particolarmente ricettivi e avete voglia di rilassarvi sul letto mescolando i vostri pensieri alle parole di Marcello Petruzzi in arte 33Ore, raggiungerete presto uno stato distensivo piacevole. Quest’ album con caratteristiche del pop cantautoriale parte con percussioni dalle vibrazioni infinite, una linea di voce davvero inconsueta Un nome per poi appoggiarsi pochi minuti dopo su L’ultima stella di un cielo melodico colmo di chitarre acustiche brillanti e accompagnato da un organo zuccheroso.
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(11/2009) Music Boom

Marcello Petruzzi (già in Caboto e Franklin Delano) non è un personaggio qualunque, ma, piuttosto, un artista esperto che preferisce stare nelle retrovie per poi attaccare al momento più opportuno. E così ha fatto, con questo suo primo interessante album solista, Quando Vieni.
Le canzoni si distinguono per una onnipresente tonalità malinconica e delicata, tra sonorità jazzistiche, arrangiamenti ben curati (e molto azzeccati) e riferimenti al cantautorato italiano nonché agli anni ’70. Continua a leggere